Recensione – Cognitive Dissonance – Frastuoni

Terzo album per il quartetto bolognese Two Moons questo Cognitive Dissonance pubblicato dalla Atmosphere Records che fa da ottimo seguito ai precedenti Colors ed Element. Con esso i nostri dimostrano, e questo tengo bene a precisarlo, una maturità nei suoni, nelle liriche e negli arrangiamenti ben al di sopra di molte band dell’attuale panorama alternativo e/o indipendente (non solo italiano) legato alla nuova scena musicale dark-wave; scena che i Two Moons riescono perfettamente ad enfatizzare con un sound ipnotico, inquieto e notturno. Le nove tracce che compongono il disco scorrono come se un mantra si impossessasse dell’ascoltatore. La voce di Emil Moonstone sembra provenire da una stanza in cui Wim Wenders sta girando un footage in bianco e nero. La chitarra di Iacopo Palax si modella perfettamente alla ritmica della batteria di Angelo Argento ed alle linee basso-synth di Giuseppe Taibi, polistrumentista del gruppo già noto a queste pagine per il progetto European Ghost.

Suoni ora lontani ora vicini e di una bellezza acida. Le suggestioni apocalittiche e tormentate di Numbers aprono l’album. Il brano successivo Silent ha una urgenza più spiccata con forti richiami allo stile della prima 4AD. Across In The Sky si muove liberamente su ritmi in crescendo. Adesso è più facile colpire, distruggere. Destruction (logica-illogica conseguenza) anticipa Strange Days, brano di una bellezza sublime. È un crocevia di sensazioni durante una giornata di pioggia. Una realtà oggettiva, tormentosa, altalenante. It’s Not Fault è nervosa, con timbriche decisamente post-punk. In I Live In Lies si sogna … è il momento più epico dell’album. Qui si tocca il vertice … una danza fino al delirio. È una sorta di climax-anticlimax-climax in cui l’unica apparente quiete risulta essere uno stato di trance dove le emozioni sono in perfetta simbiosi con i paesaggi glaciali delle atmosfere che si respirano all’interno del CD. I ritmi lenti di The Monsters “aprono” al brano di chiusura Rebirth; la scuola dark-wave fa nuovamente capolino mentre oscure luci indicano un percorso possibile.

Immune da false contaminazioni, Cognitive Dissonance racchiude incredibili momenti di straniante angolosità introspettiva. Un album riuscito in tutto e con una carica emozionale fortemente diretta. La stessa che il gruppo riesce a trasmettere al pubblico nei loro live-act dove gli impulsi sonori si combinano caleidoscopicamente tra cascate e frammenti d’ansia ed illusione. A questo punto credo che ogni altra parola scritta risulterebbe superflua. Buon ascolto!

Luca Sponzilli

 

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Recensione – Cognitive Dissonance – Darkitalia

I canoni proposti nelle nove canzoni del nuovo lavoro sono saldamente ancorati al post-punk e alla darkwave, con un fortissimo impiego dell’elettronica a creare atmosfere cupe e opprimenti che hanno fatto la fortuna del genere.
L’opener “Numbers” in tal senso si presenta come la canzone più oscura dell’intero lavoro, con il suo incedere lento, solenne ma incalzante, che lascia spazio ad un pregevole cambio di ritmo a metà traccia. La successiva “Silent” con la sua elettronica dal mood malinconico ha tutte le caratteristiche per diventare un brano da dance floor, perfetto in scaletta per introdurre il post punk frenetico e nervoso di “Across in the Sky”.
La voce di Emil Moonstone rappresenta il vero valore aggiunto del viaggio oscuro di “Cognitive Dissonance”. Con la sua timbrica algida, solo all’apparenza, è in grado di toccare le corde giuste dell’ascoltatore per suscitare forte emozioni già dal primo ascolto. Un chiaro esempio in tal senso è costituito da “Strange Day”, con il cantato che ricorda l’Alfons dei TRUST degli esordi, che si inerpica su una base musicale nella quale i Cure di “Seventeen Seconds” flirtano con i “Clan of Xymox” di “A Day”.
L’ombra dei primi Cure è fortemente percepibile anche in “The Monsters”, posta nella parte finale dell’album, dove l’atmosfera si fa più malinconica e meno opprimente, come nella conclusiva “Rebirth”, che allenta magistralmente la tensione per congedarsi dall’ascoltatore.
Terminato l’ascolto di “Cognitive Dissonance” si ha l’impressione di essere al cospetto di una album vigorosamente compatto e molto interessante, perché variegato.
Altro colpo messo a segno dalla neonata etichetta bolognese Atmosphere Records che dimostra di avere grande fiuto per i talenti nostrani.

 

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Recensione – Cognitive Dissonance – Rosa Selvaggia

Con una cadenza singolarmente regolare, a distanza di due anni, ritorna alla ribalta il progetto di Emilio Mucciga, Giuseppe Taibi, Iacopo Palax (che sostituisce Vincenzo Brucculeri) e Angelo Argento. Gli anni passano, ma le ambizioni che si porta dietro questo progetto restano immutate, anzi ne escono rafforzate dalla crescita dei singoli elementi col trascorrere del tempo. E così l’ascoltatore viene travolto sin dal primo ascolto da una mescolanza prodigiosa di sonorità che vanno dalla new wave al post punk fino alla electro creando un amalgama malinconico di difficile etichettatura a cui forse l’unico accostamento dei termini “future wave” può rendere giustizia.
La tradizionale oscurità della darkwave lascia spazio ancora una volta a paesaggi sonori freddi e quieti, dove la voce di Emilio si destreggia a bilanciare di volta in volta i tentativi di prevalere di chitarre, batteria, basso e synth. Suoni bilanciati e perfetti, synth irresistibili, ritmiche cadenzate, strutture delle canzoni apparentemente semplici, ma ricche di sfumature, rendono necessari innumerevoli ascolti per carpirne l’essenza, ma ne vale la pena.
Sito web: https://www.twomoons.it
(M/B’06)

 

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Recensione – Cognitive Dissonance – Spacciatore Musicale

I Two Moons ci offrono un panorama sonoro crossover con mescolanze classiche tipiche della wave e innovative come quelle dell’elettronica, un mashup di forme e idee pop-psichedelico ,dark e shoegaze. Ci troviamo di fronte ad un lavoro compatto e di buona fattura, dai contorni scarlatti e gelidi.
Il quartetto bolognese si affranca agli influssi europei , trovando la propria dimensione in un mood fortemente emotivo e malinconico, evocativo e frenetico. La voce efferata, le chitarre sempre pronte a esplodere, le atmosfere rarefatte con quel tocco acido e misterioso dal sapore intenso.

 

 

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Review – Cognitive Dissonance – Amboss-mag (DE)

Auf ihrem viertem Full Length Werk gibt sich die italienische Formation sehr experimentell. Ästhetische Elektronik voller kühler Effekte, psychedelische Musiktrips, Cold Wave und verworrene Klangkosmen, welche aus dem Kellerlaboratorium des Industrials stammen könnten, sind die Zutaten zu einem Werk, welches durch ihre vielen Gesichter sowohl die Wave Fraktion, wie auch die Dark-Electro Fetischisten ansprechen dürfte.

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Recensione – Cognitive Dissonance -Indipercui

Suoni in substrati atomici che coinvolgono la parte più oscura di noi e degnamente ingabbiano il nostro voler esplorare le profondità della terra attraverso una musica capace di discendere l’animo umano in dissonanze materiche da percepire. Un sodalizio con una musica da sotterraneo capace di filtrare e posizionarsi tra la milza e il cuore. I Two moons, nel nuovo disco in circolazione, prendono le atmosfere dei Bauhaus e le incidono con la pesantezza di band come Tool e Einsturzende Neubauten per portarci attraverso una catastrofe lisergica che in due tempi ci consegna un album potente e nel contempo psichedelico, in grado di mantenere, lungo le nove tracce, una tensione di fondo capace di sfociare, ma rientrare, attraverso la nostra esplorazione interiore, attraverso quei giorni andati a male che ci cullano in un’odissea fatta di colori cupi che avanzano pian piano e ci riportano con loro tra le tenebre e la cenere da cui proveniamo.

 

 

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Review – Cognitive Dissonance – Darkentries (BE)

De ziel van de tegenstrijdigheid, waarvan één helft de onderlaag aftast van het sjamanisme binnen de duisternis met moderne elektronische sounds en de andere helft zich wentelt in totale duisternis. De samenzwering van beide helften leidt tot het project Two Moons. Afkomstig uit Bologna, en ook al zou je denken dat het gaat om een duo, niets blijkt minder waar te zijn. Het duo vermenigvuldigt met 2, net zoals ze de maan op zich dupliceren. Two Moons met zijn vieren dus, net zoals de maanstanden, Eerste Kwartier, Laatste Kwartier, Volle Maan en Nieuwe Maan.

Operatief sinds 2009 en met reeds enkele albums onder hun oksels : Colors uit 2012 en Elements uit 2014.

En nu is er Cognitive Dissonance. Uitgebracht op een gloednieuw platenlabel Atmosphere Records, eveneens gehuisvest in Italië. De dissonantie kent op dit album alleszins geen wanklanken, verstandelijk is het anders wel.

Want Two Moons mengt op nieuw elan de Postpunk met Darkwave, en poëzie die haast hypnotiserend werkt. Vooral vocaal klinkt het alsof Emil Moonstone ons in trance probeert te brengen met een stemgeluid dat mits wat goede wil refereert naar een Gavin Friday.

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