14 Maggio 2014 admin

Troublezine.it (Recensione “Elements”)

Sanno essere freddi e glaciali i Two Moons, ma non per questo respingono l'ascoltatore, anzi, lo catturano e ipnotizzano nelle loro maglie wave, che trovano appigli oscuri in un post punk cangiante.

Sono frammenti evocativi quelli del gruppo, portatori anche di alienazione e solitudine, capaci di evocare sintassi spaziali (I'm Sure), mondi sintetici (Brand New), morbide brezze morbosamente carezzevoli e malinconiche (Autumn), decadenza e disturbo (Snow). Un basso penetrante, voce curatissima, ammaliante e tenebrosa, chitarre che al momento giusto rendono spesso e corposo il suono, elettronica capace di stimolare e graffiare senza mai essere fuori posto o controllo.

Brilla di luce propria Rain, viaggio cibernetico che non lascia tempo al respiro. Pare avere più di qualche affinità con moderni alfieri del post-punk Starchild, con una linea melodica molto convincente che amplifica pathos ed emozione. Se il giudizio era già altamente positivo, beh, ci pensa Leaves ad alzare ancora di più la media, perchè i fantasmi Cocteau Twins del brano non possono che ammaliare in eterno. E mentre stiamo per andare alla deriva completamente ci pensa il duro mondo industriale di Crazy World a colpirci duramente e ripetutamente: drammatico risveglio nella civiltà delle macchine, così spietata, sonica e dissonante. Sanno essere variegati i Two Moons e questo gioca tutto a loro favore.

Il lato dark degli anni '80 come punto di partenza per un gruppo dalle mani fredde, ma con un cuore caldo e pulsante.

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